ROASCHIA: nelle Grotte del Bandito

17/08/2018

ROASCHIA: nelle Grotte del Bandito

Nell’ambito dei festeggiamenti patronali di Roaschia, le Aree Protette Alpi Marittime con la collaborazione del Comune invitano a scoprire con gli archeologi il sito delle Grotte del Bandito.

Sabato 18 agosto, alle ore 10.30 e poi alle ore 15, verrà offerta la possibilità di immergersi in un mondo nuovo ma antico e rivivere la quotidianità uomini e animali all’interno di questo piccolo scrigno nella roccia.

Vista dall'interno di uno degli ingressi del sistema carsico (G. Bernardi/PNAM).

Un sito suggestivo nel quale nel Pleistocene visse l’orso delle caverne (Ursus speleaus) e che fu frequentato, in epoche successive (XI sec. a.C. - IV sec. a.C), occasionalmente dall’uomo.

Una presenza confermata dal ritrovamento di frammenti di ceramica e di un coltellino in bronzo a lama serpeggiante (custodita ed esposta al Museo di Valdieri), originariamente offerta votiva o parte del corredo di una tomba sconvolta, che testimonia un uso della cavità anche come luogo di culto.

Info pratiche

Ritrovo: ore 10.30 e 15, strada prov. per Roaschia, località Tetto Bandito. La proposta è gratuita e si avvale del Cofinanziamento dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FERS).

Si consiglia di portare con sé casco (anche quelli da bici vanno bene) e una pila.

Prenotazione (posti limitati) entro venerdì 17 agosto al numero di telefono: 3921515228.

Per approfondire

Aperture di ingresso nella strapiombante parete di calcare (G. Bernardi/PNAM).

Il massiccio cristallino dell'Argentera è stretto da un abbraccio di rocce sedimentarie che coprono la bassa Valle Gesso: si tratta di antichi fondali marini divenuti calcari e dolomie. In queste rocce assai più "morbide" e permeabili rispetto a quelle delle cime dell'alta valle, l'acqua, infiltrandosi attraverso crepe e fenditure, ha scavato nel corso dei millenni gallerie e cunicoli. Il più importante sistema sotterraneo della valle è rappresentato dalle Grotte del Bandito, che si aprono in prossimità del torrente Gesso, nel Comune di Roaschia. Qui, sono stati ritrovati resti di Ursus spelaeus, l'antico orso delle caverne.

Qui i valligiani hanno scavato a lungo in cerca di pagliuzze d'oro. Qui, sfruttando il clima stabile delle grotte, svernano colonie di Chirotteri, il cui letargo non va assolutamente disturbato, pena la morte dei pipistrelli. Qui vivono specie di invertebrati perfettamente adattati all'ambiente sotterraneo. Per il loro interesse naturalistico e archeologico, le Grotte del Bandito sono oggi una Riserva naturale sottoposta a tutela, con accesso alle cavità limitato.

Curiosità: gli orsi

Fin dall'Ottocento il complesso ipogeo è stato studiato per i ricchi giacimenti di fossili, in particolare di ossa dell’Ursus spelaeus, una specie di orso estintasi nel corso dell’ultima glaciazione, che ha abitato la Valle Gesso e numerose altre cavità del Cuneese (grotta del Caudano - Val Maudagna -, grotta di Bossea - Val Corsaglia -, cavità delle aree carsiche di Val Casotto, di Valdinferno-Val Tanaro e di Val Pennavaire) tra i 66.000 e i 30.000 mila anni fa.

 

Gli orsi delle caverne erano animali di notevoli dimensioni, di circa un terzo più grandi rispetto all'attuale orso bruno: gli esemplari più grandi potevano raggiungere i tre metri e mezzo dritti sulle zampe posteriori, per un’altezza alla spalla di circa un metro e mezzo. Si stima che il loro peso potesse raggiungere la tonnellata. Questi numeri collocano l’orso speleo tra i più grandi mammiferi carnivori mai comparsi sulla Terra.

Essi si riparavano nelle grotte, solitamente nelle sale più interne, durante il letargo invernale o per partorire i cuccioli. L’estinzione di questa specie, circa 15.000 anni fa, sembra potersi connettere ai drastici cambiamenti del clima e alle conseguenti modificazioni dell’ambiente che si verificarono alla fine dell’ultima grande espansione glaciale.

La grotta è oggi di interesse biospeleologico, per la presenza di anfibi e vari artropodi rari.

Altre informazioni sul sito del Parco naturale Alpi Marittime, dal quale sono state tratte le foto presenti in questa nota.

Panorama di Roaschia

 

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